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Andy McCulloch

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Andy McCulloch
NazionalitàInghilterra Inghilterra
GenerePop rock[1]
Rock progressivo[1]
Jazz[2]
Periodo di attività musicale1969 – 1980
Strumentobatteria
GruppiShy Limbs
Manfred Mann Chapter Three
King Crimson
Greenslade

Andrew "Andy" McCulloch (Bournemouth, 19 novembre 1945) è un batterista britannico noto soprattutto per la militanza nei King Crimson al tempo dell'album Lizard. Nel corso della sua breve carriera ha lavorato anche con altri importanti musicisti come Manfred Mann, The Crazy World of Arthur Brown, Greenslade, Anthony Phillips e Peter Banks.

Biografia

Inizi

La sua prima registrazione fu nel 1969 nel singolo Reputation/Love degli Shy Limbs, gruppo nel quale stava suonando anche Greg Lake che poco dopo sarebbe stato nella formazione di In the Court of the Crimson King, il primo album dei King Crimson. Il suono degli Shy Limbs era influenzato dal rock psichedelico nonché dai Procol Harum e altre rock-band inglesi di quel periodo che basavano la loro musica sull'organo.[3] Nel 1970 fece parte della formazione dei Manfred Mann Chapter Three, rifondazione dei Manfred Mann, con i quali incise un brano dell'album Volume Two.[1]

Lizard dei King Crimson

Nell'aprile dello stesso anno fu ingaggiato dai King Crimson per sostituire il batterista Michael Giles che aveva lasciato il gruppo qualche settimana prima.[1] Fu presentato da Greg Lake, che era del Dorset come lui, come il leader del gruppo Robert Fripp e come lo stesso Giles.[2] Con i King Crimson suonò solamente nell'album di transizione Lizard del 1970, il terzo della band; secondo Bruce Eder di AllMusic, McCulloch non resse il confronto con il predecessore Giles, considerato uno dei migliori batteristi del rock progressivo, e la sua batteria fu messa in ombra dal mellotron di Fripp e dai fiati di Mark Charig e Mel Collins. Dopo la realizzazione dell'album, nel novembre del 1970 il cantante e bassista Gordon Haskell lasciò la band, che venne quindi rifondata con una nuova formazione senza McCulloch.[1] Haskell dichiarò che Fripp metteva troppa pressione addosso ai musicisti e in particolare arrivò a far piangere McCulloch.[2]

Altre collaborazioni

Subito dopo fu in tournée in Italia con The Crazy World of Arthur Brown, ma quel tipo di musica non faceva per lui e lasciò subito la band.[4] Dieci mesi dopo essere uscito dai King Crimson, McCulloch si unì ai Fields del tastierista Graham Field, che aveva appena lasciato i Rare Bird. Il gruppo ebbe breve durata e nell'autunno del 1972 entrò nei Greenslade; vi rimase tre anni durante i quali furono pubblicati quattro album prima dello scioglimento avvenuto nel 1975.[1] Suonò quindi due brani con la band del chitarrista degli Yes Peter Banks nell'album Guitar Workshop Volume Two del 1976.[5] Collaborò anche con Anthony Phillips, ex chitarrista dei Genesis, per la realizzazione dell'album Private Parts & Pieces II: Back to the Pavilion pubblicato nel 1980.[1] Quello stesso anno fu pubblicato Opus One della London Philharmonic Orchestra, nel quale suonarono anche diversi musicisti rock tra cui McCulloch. In quegli anni abbandonò la musica per dedicarsi alla professione di skipper nel mondo della nautica.[2]

Discografia parziale

Shy Limbs
  • 1969 Reputation/Love (singolo)
Manfred Mann Chapter Three
  • 1970 Volume Two
King Crimson
Fields
  • 1971 Fields
Greenslade
  • 1973 Greenslade
  • 1973 Bedside Manners Are Extra
  • 1974 Spyglass Guest
  • 1975 Time & Tide
Autori vari
  • 1976 Guitar Workshop Volume Two (due brani con il gruppo di Peter Banks)
Anthony Phillips
  • 1980 Private Parts & Pieces II: Back to the Pavilion
London Philharmonic Orchestra
  • 1980 Opus One

Note

  1. ^ a b c d e f g (EN) Bruce Eder, Andy McCulloch, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 25 giugno 2018.
  2. ^ a b c d (EN) The Drummers Of King Crimson, su drummagazine.com. URL consultato il 25 giugno 2018.
  3. ^ (EN) The Shy Limbs - Reputation/Love, su headheritage.co.uk. URL consultato il 25 giugno 2018.
  4. ^ (EN) Arthur Brown interview about Crazy World & Kingdom Come, su psychedelicbabymag.com. URL consultato il 25 giugno 2018.
  5. ^ (EN) Peter Banks – “Be Well, Be Safe, Be Lucky – The Anthology” & “The Self-Contained Trilogy” (Album Reviews), su sonicperspectives.com. URL consultato il 25 giugno 2018.
Controllo di autoritàVIAF (EN29687518 · ISNI (EN0000 0000 8333 011X · LCCN (ENno2018170596 · BNF (FRcb13496728w (data) · WorldCat Identities (ENviaf-118692165
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