Cristiano Zanetti, 'Il Martello' del centrocampo: gli Scudetti con Roma e Inter e gli Europei Under 21

Centrocampista centrale dal fisico compatto e possente (un metro e 80 centimetri per 75 chilogrammi di peso forma), Cristiano Zanetti aveva piedi buoni, abilità nel lancio lungo e una dote innata nello strappare palla agli avversari.

Pur potendo giocare anche da interno, per queste sue caratteristiche il toscano sarà spesso utilizzato dai suoi allenatori come mediano che copre le spalle ai fantasisti.

Averlo in campo e non averlo, per una squadra, faceva una grande differenza, visto che con la sua presenza in mezzo al campo anche i trequartisti dotati di maggior estro riuscivano a dare il meglio di sé. Non sarà un caso che con lui si esalteranno elementi come Fabian O'Neill, Francesco Totti, Andrea Pirlo, Alvaro Recoba e Alex Del Piero.

Dotato di grande temperamento agonistico e animo da guerriero, in alcune occasioni questo aspetto, unitamente ad una certa frequenza negli infortuni, rappresenterà il suo limite, causandoli qualche cartellino di troppo e assenze prolungate.

GLI ESORDI CON LA FIORENTINA E I PRIMI ANNI

Nato a Carrara il 10 aprile del 1977, Cristiano Zanetti muove i primi passi da calciatore nel Poggioletto, venendo poi notato a soli 11 anni dai tecnici del Settore giovanile della Fiorentina, nel quale entra nel 1989 all'età di 12 anni.

"Mi hanno comprato subito - ricorderà ad 'Hurrà Juventus' -. A quei tempi giocavo più avanti, dietro le punte, ma solo per i primi tempi. Poi, già a quattordici, quindici anni, sono diventato 'un centrale' a tutti gli effetti. Il fatto è che a quei tempi il rifinitore stava un po’ sparendo. Tutti giocavano con il 4-4-2 e così mi sono dovuto adattare".

Qui fa tutta la trafila, fino ad arrivare per le sue qualità ai margini della Prima squadra fin dalla stagione 1994/95.

A fine campionato, nella 31ª giornata, il 14 maggio 1995, Claudio Ranieri lo fa esordire in Serie A, inserendolo in campo al posto di Stefano Pioli all'80' di Foggia-Fiorentina, in quel momento sul risultato di 1-1 per i goal di Rui Costa e Kolyvanov.

Tre minuti dopo il suo ingresso in campo, i Diavoletti rossoneri, allenati di Enrico Catuzzi, raddoppiano con un bel colpo di testa di Cappellini, splendidamente servito da Bressan, e si aggiudicano i 3 punti in palio.

Ranieri gli dà fiducia e lo utilizza nuovamente alla 34ª giornata, quando i viola ospitano al Franchi il Milan di Capello. Cristiano Zanetti fa la sua prima partita da titolare nel massimo campionato agendo in mezzo al campo in coppia con Angelo Carbone. I toscani soccombono 2-1 ai rossoneri e chiudono la stagione in 10ª posizione in classifica.

Nella stagione successiva, il 1995/96, il ragazzo di Carrara fa la spola fra la Primavera, allenata da Luciano Chiarugi, con cui conquista la Coppa Italia di categoria (0-0 e 2-1 in finale sul Torino) e la Prima squadra.

Dopo una sola panchina alla prima giornata di campionato, trova spazio due volte nel mese di dicembre, collezionando due apparizioni nei minuti finali nelle gare contro Udinese e Atalanta. A fine anno i toscani si piazzano al 4° posto in Serie A.

Sempre a dicembre l'ingresso in campo al Barbera nel ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia con il Palermo (1-2 per i toscani) gli consente di partecipare alla conquista della Coppa Italia, suo primo trofeo da senior, con i gigliati che in finale hanno la meglio sull'Atalanta con due successi (1-0 al Franchi e 0-2 a Bergamo).

Il centrocampista di Carrara ha però bisogno di giocare con regolarità. Così nel 1996/97 viene mandato in prestito al Venezia, in Serie B, "per farsi le ossa". Zanetti disputa un campionato positivo con 27 presenze, seguito da un'ottima stagione in forza alla Reggiana, dove approda, sempre in prestito, nel 1997/98.

Con Francesco Oddo prima e Franco Varrella poi, gioca titolare in mezzo al campo e colleziona 33 presenze, piazzando all'11° posto in Serie B con la formazione emiliana.

L'INTER E IL PRESTITO AL CAGLIARI DI VENTURA

Sul ragazzo di Carrara mette gli occhi l'Inter di Massimo Moratti, che nel 1998 investe sul futuro e si assicura i tre giovani più promettenti del panorama calcistico italiano: in un solo colpo, infatti, approdano in nerazzurro i tre moschettieri dell'Italia Under 21 di Marco Tardelli che nel biennio 1998-2000 tenteranno la scalata all'Europa: oltre a Cristiano Zanetti, l'allora fantasista Andrea Pirlo e l'attaccante Nicola Ventola.

Nella squadra reduce dalla vittoria in Coppa UEFA sulla Lazio e da un testa a testa avvincente in campionato con la Juventus, che l'ha vista soccombere, il giovane centrocampista toscano, sotto la gestione di Gigi Simoni, non trova spazio e dopo sole 2 presenze (nei preliminari di Champions League e in Coppa Italia) a novembre si concretizza la cessione in prestito al Cagliari di Gian Piero Ventura, in Serie A.

Dopo una fase di adattamento, con il passaggio al 4-3-1-2, Zanetti in Sardegna diventa un elemento imprenscindibile per gli equilibri tattici della squadra messa in campo dal tecnico genovese. Vertice basso di un rombo che ha in De Patre e Berretta i due interni e in Fabian O'Neill il trequartista ispiratore, gioca un campionato di alto livello, dando un contributo decisivo alla salvezza dei rossoblù con 18 presenze, la maggior parte delle quali come titolare.

LE GIOVANILI AZZURRE E GLI EUROPEI U21

Fin da giovane le qualità peculiari di centrocampista completo portano Cristiano Zanetti ad indossare la maglia azzurra delle Rappresentative giovanili. Così nel luglio del 1995 Francesco Rocca lo fa esordire con l'Italia Under 18, mentre il 25 marzo 1998, sotto la gestione di Marco Tardelli, fa il suo esordio nell'Italia Under 21 nell'amichevole vinta 0-1 a Malta.

Diventa presto uno dei punti fermi della squadra che nel 2000 si laurea campione d'Europa della categoria. Con gli Azzurrini è il vertice basso di un reparto mediano che comprende anche i due interni Gattuso e Baronio e il trequartista Andrea Pirlo.

In finale il 4 giugno 2000 la squadra di Tardelli sconfigge 2-1 con una doppietta di Pirlo la Repubblica Ceca e l'Italia Under 21 conquista il 4° titolo continentale della sua storia. In tutto il centrocampista di Carrara colleziona 19 presenze con la Nazionale giovanile, preambolo del suo approdo in Nazionale maggiore.

Cristiano Zanetti Roma 2001 © Fornito da GOAL Cristiano Zanetti Roma 2001

ZANETTI ALLA ROMA: DALLE DIFFICOLTÀ ALLA CONSACRAZIONE

Nell'estate 1999 l'Inter, a sorpresa, cede Cristiano Zanetti alla Roma nell'ambito dell'operazione che porta a Milano Gigi Di Biagio.

"L’Inter cercava un giocatore con maggior esperienza, mentre Capello mi voleva e mi avrebbe dato occasione di giocare", racconterà l'ex centrocampista.

Per i giallorossi si rivelerà un grande affare. Superati i problemi di adattamento iniziali, infatti, Zanetti farà la fortuna della Roma e contribuirà nella sua seconda stagione nella capitale alla conquista del 3° storico Scudetto giallorosso.

"Fu tutto molto inaspettato e veloce - rivelerà al 'Roma Match Program' - . L’ambientamento non fu facile, le prime partite non venni quasi mai preso in considerazione. Col passare del tempo, poi, Capello iniziò a fidarsi di me".

Così, dopo aver fatto appena 14 partite complessive nel 1999/00 fra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, il 2000/01 è l'anno della definitiva consacrazione.

"Giocai praticamente tutte le partite - ricorda -, l’infortunio di Emerson convinse Capello a puntare su un centrocampo di muscoli e corsa con me e Tommi (Tommasi, ndr). Ma, onestamente, il mio era un ruolo di comprimario. I top players erano altri e ce n’erano davvero tanti. Samuel, Zago, Aldair, Emerson, Candela, Cafu, Batistuta, Totti, Montella. Una squadra forse irripetibile".

Le prestazioni di alto livello di Zanetti, che disputa 27 gare in Serie A e 3 in Coppa UEFA, sono in realtà determinanti per far mantenere alla squadra giallorossa gli equilibri necessari.

Cristiano Zanetti Roma © Fornito da GOAL Cristiano Zanetti Roma

IL RITORNO ALL'INTER FRA SUCCESSI E DELUSIONI

Nell'estate 2001, tuttavia, l'Inter riporta Zanetti a Milano, ricomprando il suo cartellino e pagandolo ben 22 miliardi di vecchie Lire. Follie di calciomercato dei primi anni Duemila, in cui le società italiane non badavano a spese.

"Un po' di rimpianto c'è per aver lasciato la Roma - ammette il giorno della sua presentazione ufficiale -, ma forse vuol dire che l'Inter mi ha voluto più dei giallorossi".

In nerazzurro seguono 5 anni di gioie e delusioni, successi importanti e debacle inattese, prima sotto la guida di Hector Cuper, poi di Roberto Mancini.

Quando l'Inter fa visita alla Roma in campionato, i romanisti lo accolgono all'Olimpico con uno striscione eloquente di grande affetto: "La Roma e i suoi tifosi non dimenticano chi ha contribuito al terzo Scudetto", e con un boato quando lo speaker annuncia il suo nome nella formazione nerazzurra.

Cuper lo schiera subito titolare e nel 2001/02 Zanetti sfiora il secondo Scudetto consecutivo, che sfuma nel 'maledetto 5 maggio' con la sconfitta all'Olimpico contro la Lazio, che fa scivolare i nerazzurri al 3° posto, superati anche dalla Roma.

"Fu un'annata strana - dirà l'ex centrocampista -. Il giorno, a Roma, non pianse solo Ronaldo, ma piangemmo un po' tutti".
"Ma non abbiamo perso lo Scudetto il 5 maggio - sostiene a 'Il Posticipo' nel 2020 -. Quella Lazio era fortissima. C'erano Nesta, Nedved, Crespo, Stankovic, Veron: insomma era una signora squadra. Abbiamo perso punti nelle giornate precedenti, ad esempio in casa contro l'Atalanta. È stato destino, non possiamo farci niente. C'è rammarico perché ha fatto gol Simeone, un ex Inter che oggi i tifosi nerazzurri acclamano, eppure quel goal di testa l'ha fatto lui. Non è stata colpa di nessuno. Abbiamo dato il massimo in quel campionato e abbiamo giocato per tutto l'anno senza due fenomeni come Ronaldo e Vieri".
Cristiano Zanetti Inter Serie A © Fornito da GOAL Cristiano Zanetti Inter Serie A
"Per certi era quasi incredibile essere davanti alla Juve e alla Roma a maggio - aggiunge -. Ventola e Kallon hanno fatto miracoli nonostante fossero giovani nel 2002. Quando Ronaldo e Vieri sono rientrati ci hanno dato una grossa mano: se fossero stati disponibili fin dall'inizio, quel campionato sarebbe finito prima di cominciare".

Cristiano Zanetti si guadagna a Milano il soprannome di 'Martello' per i ritmi di gioco e la sua propensione al recupero palla. Si rifarà durante la gestione Mancini, quando, nonostante l'aumento della concorrenza nel suo reparto per la presenza in rosa di elementi come Esteban Cambiasso, Dejan Stankovic e Juan Sebastian Veron, riuscirà comunque a ritagliarsi un po' di spazio e aggiungerà al suo palmarès 2 Coppe Italia, vinte entrambe affrontando in finale la Roma. Nel 2004/05 da protagonista (vittorie per 0-2 a Roma e 1-0 a Milano), nel 2005/06 senza scendere in campo nell'ultimo atto (1-1 all'Olimpico e 3-1 al Meazza).

"A Milano ci sono sempre stati grandi attaccanti e per mantenere il giusto equilibrio e non scoprirsi in difesa, i centrocampisti dovevano sacrificarsi di più - affermerà -. In realtà non mi è mai pesato correre anche per gli altri. Anzi, devo dire che mi è servito: credo di essere diventato più smaliziato nel recuperare il pallone, nei compiti di marcatura, anche se a volte ho dovuto rinunciare alla 'gloria' personale. Prima comunque viene la squadra: io il calcio l’ho sempre inteso così".
Cristiano Zanetti Alessandro Del Piero Juventus Inter Serie A 20/04/2005 © Fornito da GOAL Cristiano Zanetti Alessandro Del Piero Juventus Inter Serie A 20/04/2005

Zanetti conquista anche la Supercoppa Italiana nel 2005 (0-1 contro la Juventus, con l'italiano in panchina). Poi, nel 2006, qualcosa con i nerazzurri si spezza, lui chiede più spazio e non lo ottiene, così si accorda per trasferirsi a parametro zero alla Juventus.

A convincerlo ad accettare la proposta bianconera è ancora una volta Fabio Capello, suo grande estimatore. In quel momento Zanetti non può sapere che dà lì a poco sarebbe esploso un terremoto nel calcio italiano, da tutti noto con il nome di Calciopoli.

I due Scudetti vinti dalla Juventus le saranno revocati, e il secondo, quello del 2005/06, sarà assegnato postumo proprio all'Inter di Zanetti, che porterà così a due i titoli di Campione d'Italia in carriera.

Nonostante tutto 'Il Martello' toscano mantiene fede alla parola data e nell'estate 2006 si trasferisce in forza ai bianconeri, retrocessi intanto in Serie B, e senza più Capello (passato al Real Madrid con Fabio Cannavaro) in panchina.

IL BIENNIO ALLA JUVENTUS

Zanetti conclude l'avventura con i nerazzurri con un bilancio di 146 presenze e 3 goal: uno lo realizza nella semifinale di Coppa UEFA 2001/02 contro il Feyenoord, 2 in campionato contro Verona e Milan, nel derby perso 3-2 il 21 febbraio 2004.

Nell'estate 2006 si aggrega a costo zero alla Vecchia Signora, affidata in panchina a Didier Deschamps per tentare l'immediata risalita in Serie A. 'Il Martello', rimesso a posto sul piano fisico, si rivela uno dei giocatori fondamentali della scalata bianconera, ritrovando continuità e qualità di rendimento dopo aver giocato poco negli ultimi anni con l'Inter.

Disputa 25 gare in campionato con 2 reti ai danni di Treviso e Triestina, più 3 apparizioni in Coppa Italia.

"Ho firmato a gennaio e ad aprile è scoppiato tutto, ma non ho avuto nessun problema a portare avanti la scelta che avevo preso - dirà a 'Il Posticipo' -. Ci siamo ritrovati in B e mi sono rimboccato le maniche. C'erano tanti giovani e qualche vecchietto, abbiamo vinto il campionato e siamo tornati in A. Non ho nessun rimpianto per essere andato alla Juve. L'Inter non aveva intenzione di rinnovarmi il contratto, mi ero guardato intorno: avevo due-tre opzioni tra le mani, la scelta migliore per me in quel momento era la Juve".
"Quando avevo firmato c'era il problema di trovare spazio in mezzo al campo: giocavano Vieira ed Emerson. - ricorderà - Capello mi voleva, poi è successo quello che è successo".
Cristiano Zanetti Juventus © Fornito da GOAL Cristiano Zanetti Juventus

Nel 2007/08, con Claudio Ranieri in panchina, inizialmente non è fra i titolari ma con il lavoro convince il tecnico romano a ricredersi e a dargli fiducia. Sotto la guida dell'allenatore che lo aveva lanciato in Serie A da giovane, Zanetti disputa un'altra bella stagione, con 26 presenze in campionato e 3 in Coppa Italia. La Vecchia Signora arriva 3ª in classifica.

L'anno 2008/09 dovrebbe essere per il centrocampista di Carrara l'anno della definitiva consacrazione. Invece tornano a tormentarlo gli infortuni: il 27 luglio in un'amichevole disputata a Dortmund con il Borussia Dortmund, il classe 1977 si procura una distrazione muscolare alla coscia destra.

Zanetti deve star fuori per qualche mese, ma a dicembre è pronto a rientrare. Fa il suo esordio stagionale disputando la gara di Champions League contro il Bate Borisov il 10 dicembre e ritrova il suo posto in squadra, tuttavia il 31 gennaio 2009, in Juventus-Cagliari 2-3 si procura lo stiramento al flessore della coscia sinistra che lo costringe a star fuori altri due mesi.

Rientra ad aprile e sotto la gestione di Ciro Ferrara aiuta la squadra nel finale di stagione, realizzando anche 2 reti a spese di Reggina e Atalanta. Quella stagione, chiusa con 14 presenze e 2 reti totali, sarà anche l'ultima con la maglia bianconera.

Nell'estate 2009 fa infatti ritorno alla Fiorentina, salutando Torino dopo 71 gare e 4 reti complessive con la Vecchia Signora.

ZANETTI IN NAZIONALE

Gli anni migliori della carriera di Cristiano Zanetti lo vedono disimpegnarsi anche con la maglia azzurra della Nazionale maggiore. A chiamarlo dopo le esperienze brillanti con le Nazionali giovanili è il Ct. Giovanni Trapattoni, che lo fa esordire il 7 novembre 2001 nel pareggio per 1-1 con il Giappone.

Cristiano Zanetti Gianluca Zambrotta Italy NT © Fornito da GOAL Cristiano Zanetti Gianluca Zambrotta Italy NT

Sotto la guida del Trap 'Il Martello' partecipa anche ai Mondiali del 2002 in Corea e Giappone (3 presenze, inclusa quella nella sciagurata gara degli ottavi di finale contro la Corea del Sud, sotto la discussa direzione di Byron Moreno) e, successivamente, agli Europei 2004. L'unica gara disputata in questo torneo contro la Danimarca è anche l'ultima della sua breve avventura azzurra.

Quattro anni dopo Roberto Donadoni pensa a lui per Euro '08, ma il centrocampista di Carrara declina l'invito.

"Preferisco concentrarmi sulla Juventus", è la risposta che dà al Ct. bergamasco.

Chiude così con 17 presenze e un goal, segnato in amichevole contro la Svizzera a Ginevra (1-2 per gli Azzurri) il 30 aprile 2003.

GLI ULTIMI ANNI E IL RITIRO

Nell'estate 2009 la Fiorentina sborsa 2 milioni di euro per riportarlo a Firenze, dove la sua storia calcistica era iniziata. Cristiano Zanetti gioca un altro anno e mezzo con la maglia viola sotto la gestione di Cesare Prandelli.

Gli infortuni continuano però a perseguitarlo, e dopo un anno e mezzo in cui totalizza 38 presenze con la maglia viola fra campionato e Coppe, portando a 43 gare complessive il suo bilancio con i toscani, nel gennaio 2011 firma con il Brescia.

Con le Rondinelle va in campo 8 volte, ma i lombardi retrocedono a fine anno in Serie B. Nella stagione successiva, il 2011/12, finisce ai margini della squadra e il 30 gennaio 2012, senza aver giocato nemmeno una partita in stagione, rescinde consensualmente il suo contratto e annuncia il suo ritiro dalle scene all'età di 34 anni.

LA CARRIERA DA ALLENATORE E COSA FA OGGI

Appesi gli scarpini al chiodo, Cristiano Zanetti intraprende la carriera da allenatore e inizia a lavorare con i giovani. Nel 2013 guida i Giovanissimi del Pisa, nel 2014 passa al Prato, sempre come tecnico della squadra dei Giovanissimi.

Nel giugno del 2015 assume per la prima volta la guida di una Prima squadra, il Pietrasanta, con cui si piazza al 2° posto nel campionato di Eccellenza toscano e perde ai playoff con il Camaiore.

La parentesi con i grandi dura tuttavia una sola stagione. Nel 2016 eccolo in panchina con la Berretti della Carrarese, ruolo dal quale rassegna però le dimissioni nel febbraio 2007.

Riprova ad allenare una Prima squadra, così nel 2017 passa alla Massese, in Serie D. Ma dopo una sconfitta con il Savona, Zanetti viene contestato dai tifosi, e nel gennaio 2018 rassegna le dimissioni quando la squadra è in zona playoff.

Cristiano Zanetti Pisa © Fornito da GOAL Cristiano Zanetti Pisa

Deluso dall'esperienza, l'ex centrocampista annuncia il ritiro dall'attività da tecnico. Oggi, gestisce uno stabilimento balneare a Marina di Massa, il 'Jungla Beach', e dedica il suo tempo alla sua famiglia.

"Ho un figlio piccolo e una moglie stupenda, dopo tanti anni mi sto godendo la routine della casa - rivela a 'Il Posticipo' - . Sognavo di allenare in Serie A, fare la Champions e poi andare in Nazionale. Non volevo restare tutta la vita in B e in C. Purtroppo questa crescita non c'è stata e ho messo da parte il progetto di allenare, con un certo dispiacere. In futuro mi piacerebbe tornare nel mondo del calcio, magari aprendo una scuola o diventando direttore sportivo o procuratore, anche se ora non vedo più quell'ambiente come prima". 

Ogni tanto lo si vede ancora in campo con l'Inter Forever, le vecchie glorie nerazzurre, e guardando al suo passato calcistico, 'Il Martello' non ha recriminazioni.

"Sono stato fortunato nella mia carriera. Ho giocato al fianco di calciatori fortissimi come Totti, Ronaldo e Del Piero. Ma pure Montella e Vieri. Sono stato all'Inter e alla Juve, alla Roma e alla Fiorentina. Mi sono trovato bene da tutte le parti, non ho nessun rimpianto. Quando stavo bene giocavo, quando stavo così e così giocavo lo stesso, quando non stavo bene le società cercavano di recuperarmi il prima possibile e per questa ragione ho avuto spesso ricadute peggiori dei miei infortuni".
"Oggi vedo giocatori restare fermi per 2-3 settimane per un infortunio, io invece rientravo subito - sottolinea Zanetti -. Giocavamo a grandi ritmi, c'erano sempre tanti campioni da affrontare in tutte le partite, ogni gara era una battaglia, in questo senso era un calcio diverso. Il calcio mi ha dato tanto, pure se adesso mi sono defilato".
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