BONOMI, Ivanoe in "Enciclopedia Italiana" - Treccani - Treccani

BONOMI, Ivanoe

Enciclopedia Italiana - II Appendice (1948)

BONOMI, Ivanoe (VII, p. 432)

Augusto Torre

Estromesso dall'azione politica fin dal 1924, condusse vita privata e dedita agli studî sino al termine del 1942 quando diventò attivissimo nel coordinare il movimento antifascista. Il 2 giugno 1943 si recò anche dal re per presentargli il pericolo della situazione, la necessità di rovesciare il fascismo e di sganciarsi dalla Germania. Caduto Mussolini e diventato capo del comitato nazionale delle correnti antifasciste, sostenne la necessità di un governo politico tutto di antifascisti che avrebbe corrisposto all'attesa del paese. Dopo l'armistizio la sua azione divenne di nuovo clandestina e, come capo del comitato centrale di liberazione nazionale, riuscì ad armonizzare le varie correnti. Dopo la liberazione di Roma fu designato all'unanimità come capo del governo e il 9 giugno 1944 ne ottenne l'incarico. Il 26 novembre 1944, di fronte alle pressioni dei partiti invocanti una più energica azione di rinnovamento, diede le dimissioni e i rappresentanti dei sei partiti del CLN designarono C. Sforza ma, essendosi opposto a tale nomina il governo inglese, il 12 dicembre Bonomi formò un nuovo governo, al quale non parteciparono azionisti e socialisti. La liberazione dell'Italia settentrionale rese necessaria la formazione di un governo che interpretasse le esigenze che si erano manifestate nel nord e così, il 12 giugno 1945, quando i partiti si furono accordati sul nome di F. Parri, Bonomi diede le dimissioni. Le difficoltà che egli dovette affrontare nell'anno del suo governo furono enormi, ma i risultati raggiunti col suo lavoro calmo e metodico furono notevoli: ottenne l'armamento di cinque divisioni che parteciparono ai combattimenti finali, la retrocessione di gran parte del paese all'amministrazione italiana e la ripresa dell'azione di governo. Alla Costituente è stato presidente della commissione dei trattati, e come tale ha difeso gli interessi nazionali alla conferenza di Parigi. Nominato senatore di diritto, il 10 maggio 1948 è stato eletto presidente dell'assemblea.

Bibl.: I. Bonomi, Diario di un anno (2 giugno 1943-10 giugno 1944), Milano 1947.

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