Isabella di Castiglia: carattere, strategia e lungimiranza di una degna sovrana - ArtGender

La scelta del nome “Artgender” deriva dalla considerazione per cui esso non debba essere usato solamente come il brand che identifica una particolare società che opera nei settori dell’eventistica, dell’editoria e della comunicazione; per noi l’Artgender rappresenta una vera e propria tipologia di essere umano ovvero chi lo è più profondamente.

Non esclude nessuno ma rinomina una categoria, composta da gente molto diversa al proprio interno… di qualunque credo, origine e direzione; ma, accomunata da un unico fattore: quello artistico. Chiunque può essere o sentirsi un artista fin tanto che si preoccupa di produrre o semplicemente accostarsi ad una qualsiasi forma di espressione.

Questa parola, il nostro nome, identifica chi crede che la bellezza sia necessaria, nelle cose, nelle persone, nei pensieri, nelle parole, nei modi… che l’ispirazione contribuisca alla formazione personale e che l’implementazione delle proprie doti contribuisca ad un’evoluzione individuale.

Isabella di Castiglia: carattere, strategia e lungimiranza di una degna sovrana

Papà Innocenzo VIII le conferì il titolo di “Maestà Cattolica” e in cambio la sovrana fece omaggio, al successore spagnolo Alessandro VI Borgia, dell’ oro col quale fu rivestito il soffitto della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Isabella di Castiglia: carattere, strategia e lungimiranza di una degna sovrana

Isabella nacque da Giovanni II re di Castiglia e León e dalla sua seconda moglie Isabella di Portogallo, il 22 Aprile 1451 nella regione del Madrigal, in Spagna.

Alla morte del padre il trono passò al fratellastro maggiore Enrico IV e la piccola Isabella, con il fratellino Alfonso, andò a vivere in campagna con la madre.

Ben presto, però, il nuovo re la richiamò a corte per farle completare la sua istruzione ed educazione.

Qui la vita depravata del re e della regina ed i continui disordini nel Paese le fecero provare amare esperienze che segnarono profondamente il suo animo ed il suo carattere.

Enrico IV e sua moglie Giovanna ebbero una figlia, anche lei di nome Giovanna, detta “la Beltraneja”.

Alla prematura morte di Alfonso e grazie al Tratado de Los Toros, Enrico IV designò Isabella come legittima erede al trono.

Quando però Isabella sposò in segreto Ferdinando d’Aragona, un giovane bello ed ardito di cui era molto innamorata, il re in carica, non riconoscendo valide le nozze, diseredò Isabella e proclamò sua figlia Giovanna la Beltraneja principessa ereditaria.

Questa decisione diede origine ad una serie di conflitti tra coloro che sostenevano Giovanna e quelli che appoggiavano Isabella.

Alla morte di Enrico IV si scatenò una vera e propria guerra di successione finché Isabella, il 13 Dicembre 1474, fu proclamata regina di Castiglia.

Ferdinando divenne re consorte con il nome di Ferdinando II e Giovanna la Beltraneja sposò il re del Portogallo Alfonso V. Il quale, per difendere i diritti della moglie, invase la Castiglia e nei pressi di Toro, la città in cui si era insediata la corte di Giovanna la Beltraneja, si tenne uno scontro decisivo.

Nella battaglia di Toro Ferdinando, comandante dell’esercito castigliano, mise in fuga Alfonso che si ritirò in Portogallo con la moglie ed il figliastro Giovanni.

Tra la fine del 1479 ed i primi mesi del 1480 fu firmata tra i due regni la pace di Toledo.

Il trono di Castiglia León e Aragona era basato su regole precise: Isabella poteva esercitare i suoi diritti sulla corona di Castiglia, mentre Ferdinando restava titolare della regia potestà in Aragona; le monete circolanti recavano insieme le due effigi e i sigilli reali portavano le armi di entrambe le casate.

A partire dal 1481 Ferdinando si occupò della conquista del regno di Granada, dove mise in mostra le sue doti di diplomazia e di attitudine militare.

L’assedio terminò con la capitolazione dell’ultimo sovrano mussulmano Boabdil e, quando la città si arrese, Isabella vi entrò vittoriosa con il crocifisso in mano.

La conquista di Granada fece loro guadagnare prestigio agli occhi degli Stati cristiani e il territorio conquistato fu annesso al regno che si estendeva anche alle Baleari, alla Sicilia e alla Sardegna.

Per consolidare la monarchia nel senso assolutista per diritto divino, i sovrani riformarono i rapporti con la nobiltà e con il clero, istituendo le “Cortes”, una sorta di piccoli parlamenti in cui queste forze sociali erano rappresentate e che potevano dialogare con i sovrani.

Ma lo strumento principale del consolidamento del nuovo regno assolutista fu la religione cattolica, usata proprio come “instrumentum regni”.

Dal 1480, infatti, fu istituita l’Inquisizione che, come tutto il clero, fu posta sotto la giurisdizione diretta della regina.

Furono espulsi tutti gli ebrei e fu imposto ai mussulmani di convertirsi.

Molti continuarono segretamente a professare la propria religione ma chi veniva scoperto era bruciato vivo sul rogo e i suoi beni confiscati dalla corona, pratica che divenne molto diffusa per finanziare le casse del regno.

In particolare gli ebrei subirono le maggiori discriminazioni sociali ed economiche, venivano additati come “Marranos”, in spagnolo “maiali”, e spesso si arrivò a segregarli in quartieri-ghetto.

I re cattolici, intravedendo la possibilità di trovare nuove ricchezze nelle terre lontane e desiderosi di appropriarsi dei nuovi mondi scoperti, appoggiarono l’impresa di Cristoforo Colombo ma, al ritorno dal viaggio, Giovanni II re del Portogallo, avanzò pretese a causa di alcune clausole poste precedentemente sul trattato di pace di Toledo.

Ferdinando II di Aragona propose di risolvere il caso con un negoziato ma, contemporaneamente, convinse il papa Alessandro VI a promulgare una Bolla secondo la quale tutte le terre a ovest e a sud di una linea tracciata a 100 leghe dalle isole del Capo Verde alle Azzorre, sarebbero state di proprietà spagnola.

Giovanni II alla guerra preferì la trattativa che portò alla firma del Trattato di Tordesillas e che divise il mondo al di fuori dell’Europa in un duopolio esclusivo tra Spagna e Portogallo.

Per aumentare la loro potenza e per isolare le altre monarchie europee con mire espansionistiche, i monarchi cattolici misero in atto una proficua politica matrimoniale attraverso i cinque figli: si imparentarono in modo stretto con il Portogallo, l’Impero Asburgico e la corte d’Inghilterra.

Ricoverata a Valladolid per un cancro all’utero, Isabella morì il 26 Novembre 1504 nel palazzo reale di Medina del Campo.

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