Ludovico conte di nassau - Enciclopedia - Treccani

LUDOVICO conte di Nassau

Enciclopedia Italiana (1934)

LUDOVICO conte di Nassau

Adriano H. Luijdjens

Nacque a Dillenburg in Germania il 10 gennaio 1538, terzogenito di Guglielmo il Ricco e di Giuliana di Stolberg. Fu educato nella religione luterana. Finiti gli studî, raggiunse nel 1556 suo fratello Guglielmo il Taciturno nei Paesi Bassi, e partecipò alle imprese guerresche nel Nord della Francia. Come conte di Nassau e principe dell'impero, era il naturale intermediario fra il Taciturno e i principi tedeschi; più tardi per la grande sua amabilità seppe influire favorevolmente sulla corte francese a vantaggio dei nazionalisti olandesi. Dal 1563 al 1566 fece dei tentativi serî, ma infruttuosi, per pacificare e riunire nel campo politico e religioso calvinisti e luterani; questo fatto lo mise in rapporto con gli ugonotti francesi.

L. nell'agosto 1565 ebbe con i principali nobili calvinisti segretissimi convegni, dai quali nacque nel novembre il cosiddetto Compromesso dei nobili, di cui L. con H. Brederode (v.), era a capo.

L'iconomachia del 1566 indusse L. a un accordo con la governatrice: il Compromesso sarebbe stato sciolto e i nobili avrebbero aiutato a pacificare il popolo, a condizione che l'inquisizione fosse abolita. Ma il governo non tenne le promesse fatte. Alla venuta del duca d'Alba, L. si trovava in Germania per assoldare truppe; non tornò nei Paesi Bassi ma si riunì con suo fratello. Come il fratello, anche L. venne citato nel gennaio 1568 davanti al Consiglio del Sangue, ma egli rispose con una breve nota e cominciò la redazione di una magistrale Apologie, rimasta incompiuta e pubblicata solo nel 1885. Finalmente Guglielmo d'Orange si decise alla difesa armata e incaricò L. di arruolare truppe a suo nome. Il 21 maggio presso Heiligerlee egli sconfisse un esercito spagnolo. Ma invece d'invadere la Frisia e l'Olanda, perdette tempo assediando Groninga. Quando arrivò il duca d'Alba stesso alla testa di 17.000 veterani, egli dovette fuggire e il 20 luglio presso Jemmingen il suo esercito fu annientato. Prese poi parte all'invasione del Brabante da parte del Taciturno; combatté in Francia con i calvinisti distinguendosi nella battaglia di Moncontour e capeggiando, col Coligny, il movimento ugonotto fino alla pace di Saint-Germain (agosto 1570). Dopo la pace L. come ambasciatore di suo fratello ebbe una parte importantissima nei tentativi d'interessare Carlo IX di Francia alla rivolta dei gueux contro la Spagna. In Francia divenne calvinista. L. riuscì a riunire in Francia un esercito col quale s'impossessò delle città vallone di Mons e di Valenciennes nel maggio 1572. Ma l'aiuto francese ben presto venne a mancare, anzi la notte di San Bartolomeo mise fine a ogni speranza da quella parte; e L., assediato in Mons dagli Spagnoli, dovette cedere la città il 19 settembre. Rimessosi da una grave malattia e vedendo lo stato precario di Guglielmo, ridotto in Olanda a un territorio esiguo, L., vendendo tutto ciò che possedeva, riunì un esercito di Tedeschi e ugonotti, male armati e indisciplinati. Gli Spagnoli gl'impedirono di passare la Mosa nel Limburgo ed egli dovette dirigersi verso la Gheldria. Il 14 aprile 1574 sulle lande di Mook presso Nimega in una battaglia sanguinosissima il suo esercito fu annientato. L. e suo fratello Enrico caddero sul campo.

Bibl.: Lettere di L., in Groen Van Prinsterer, Archives de la Maison d'Orange-Nassau, I-IV, Leida 1835-37; P. J. Blok, Correspondentie van en over Lodewijk van Nassau, Utrecht 1887; P. J. Blok, L. van N., L'Aia 1889.

© Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Riproduzione riservata

-ALT
-ALT
-ALT