laracasti1
(502 punti)
7' di lettura
Questo appunto di Storia riguarda una serie dettagliata di informazioni sulla situazione familiare di Giovanna la Pazza, riportandone anche la lunga condizione di prigionia a cui la famiglia la costrinse per preservare gli interessi politici della corona spagnola.

La vita di Giovanna la Pazza articolo

Informazioni biografiche: nome reale, vita e studi

Giovanna la Pazza si chiamava Giovanna di Trastamara o Giovanna di Aragona e Castiglia. Nasce a Toledo il 6 novembre 1479 e morì a Tordesillas il 12 aprile 1555.
È stata duchessa di Borgogna, regina di Castiglia e di Aragona, grazie alla cui unione si è costituita la Spagna moderna. Aveva numerosi titoli nobiliari:
  • Regina di Napoli, di Sicilia, di Sardegna, delle Indie
  • Duchessa consorte di Borgogna
  • Duca di Galizia, Granada, Siviglia, Murcia, Gibilterra
La famiglia era composta da:
  • Filippo I di Castiglia, il padre
  • Isabella I la Cattolica, la madre
  • Isabella, Giovanni, Caterina, i fratelli
Si dice avesse una carnagione chiara e occhi azzurri, con capelli che viravano verso il rosso. L’educazione era molto importante per la famiglia, proprio perché consentiva di ottenere matrimoni vantaggiosi. Venne avviata allo studio di:
  • Diritto civile
  • Matematica
  • Lingue
  • Filosofia
  • Disegno
  • Buone maniere
  • Abilità equestri
  • Musica
  • Arte del cucito e del ricamo
  • Falconeria e caccia
Sia lei che i suoi fratelli ebbero dei matrimoni vantaggiosi e prestigiosi. All’età di 16 anni venne data in sposa a Filippo d’Asburgo, che all’epoca aveva 18 anni, divenendo parte di una serie di alleanze familiari tra gli Asburgo e i Trastamara, che poteva accrescerle entrambe. Il futuro erede al trono avrebbe ereditato un territorio incredibilmente vasto. Si dice che l’arrivo alla nuova corte sia stato molto complesso, perché era impensabile poter immaginare un viaggio via terra, passando per la Francia. Filippo era rimasto profondamente affascinato dalla bellezza e dalla forza di Giovanna, tanto da desiderare il matrimonio il giorno stesso dell’arrivo nelle Fiandre. Anche per Giovanna fu lo stesso, tanto che i due, durante il loro matrimonio, ebbero ben sei figli:
  • Eleonora
  • Carlo I
  • Isabella
  • Ferdinando
  • Maria
  • Caterina
Tuttavia, Filippo non era un marito esattamente fedele, perché era spesso assente e dedito alla vita mondana, scatenando in Giovanna i primi segni di pazzia, usata in seguito come strategia politica.
Fu vittima delle decisioni del padre per tutta la vita, ma dimostrò sempre un grande carattere, nonostante la durissima prigionia.

Sviluppi politici successivi: morte dei fratelli, eredità

Alla morte dei fratelli Giovanni e Isabella, Giovanna ricevette in eredità il trono di Castiglia e Aragona. Nel momento in cui si voleva ricevere conferma di questa eredità, Giovanna stava per partorire il figlio Ferdinando; tuttavia, volendo in prima persona occuparsi della vicenda, fu ostacolata dai genitori, che desideravano fortemente che Giovanna allevasse il figlio in Spagna. Alla fine, viste le resistenze della figlia e la propria convinzione, la lasciarono partire verso il marito e trattennero il figlio Ferdinando alla corte di Spagna.
Al momento del loro incontro, i due regnanti vissero un periodo molto complicato, perché Filippo aveva preferito stare con un’altra donna in quel periodo di assenza della moglie. La relazione, comunque, continuò, seppur tesa. Aumentarono le crisi di gelosia di Giovanna. Alla morte della madre di Giovanna, iniziarono i problemi di successione, che assunsero dei risvolti drammatici.

La vita di Giovanna la Pazza articolo

La successione al trono di Giovanna: complicati equilibri

Ferdinando assunse il potere e prese anche alcune decisioni discutibili, sposando Germana de Foix, che era la nipote del re Luigi XII di Francia. Con questo matrimonio, sperava di avere un figlio per ereditare i territori di Giovanna. Riuscì, tuttavia, a concordare con il padre di Giovanna un trattato per quei territori, che venne smentito poco dopo, per preservare i diritti della figlia su di essi. Gli storici riportano questa espressione: «ambedue hanno interesse ad accreditare l'idea che Giovanna sia incapace di governare.»
Il 25 settembre 1506, Filippo morì e Ferdinando decise di scrivere a tutte le corti, preoccupato per la demenza di Giovanna, causata probabilmente dalla morte improvvisa del marito che tanto amava. Non esistono, tuttavia, testimonianze e prove evidenti di questo atteggiamento. La donna mantenne, infine, solo il titolo di regina di Castiglia. Dal 1506 al 1520, venne rinchiusa in un monastero di Tordesillas, isolata da tutto e da tutti, dimenticata anche dai suoi figli e ricevendo solo la visita del figlio Carlo, dopo dieci anni che i due non si vedevano. Il figlio sapeva che la madre aveva delle idee contro tendenza, soprattutto dal punto di vista religioso e riteneva che una gestione del potere da parte sua, avrebbe potuto avere effetti molto pesanti sugli interessi del clero e della nobiltà, che si erano consolidati negli anni di reggenza di Ferdinando. Fu per questo motivo che nessuno la liberò dalla prigionia a Tordesillas. Il periodo di prigionia fu pesantissimo visti i tempi e la donna fu costretta a pratiche religiose, che gradualmente rifiutava.
Nel 1520, con la rivolta dei comuneros, Giovanna venne liberata, con la convinzione che il suo stato mentale lo permettesse; tuttavia, non fu mai in grado di opporsi al figlio e non firmò alcuna convalidazione delle azioni dei rivoltosi.
Giovanna, al soffocamento della rivolta, venne rinchiusa nuovamente e più duramente, anche a causa delle offese subite durante la rivolta. Fu ridotta ad uno stato allucinante, che si concluse solo alla morte, il 12 aprile del 1555, dopo aver rifiutato la confessione.

Per ulteriori informazioni su Giovanna la Pazza, vedi anche qua