GIOVANNA la Pazza, regina di Castiglia - Enciclopedia - Treccani

GIOVANNA la Pazza, regina di Castiglia

Enciclopedia Italiana (1933)

GIOVANNA la Pazza, regina di Castiglia

Nino Cortese

Nata in Toledo nel 1479 da Ferdinando d'Aragona e da Isabella di Castiglia, secondogenita dei re cattolici, nel 1496 andò sposa a Filippo, figlio di Massimiliano d'Asburgo e di Maria di Borgogna, e il 24 giugno del 1500 ebbe il suo primogenito Carlo. Poi, per la morte dei suoi fratelli fu proclamata erede delle corone spagnole, e, recatasi in patria insieme con il consorte, vi ricevette l'omaggio delle Cortes: ma d'allora in poi senza tregua si susseguirono per lei, sia come donna sia come principessa, dolorose esperienze, che le scossero l'anima. Educata ai rigidi sistemi della corte paterna, si trovò a disagio nelle Fiandre; ma l'odio verso quel paese fu accresciuto dalla sua fortissima gelosia verso il marito, tutto preso dalla vita della propria corte. Poi, alla morte della madre proclamata regina di Castiglia, fu travolta nella lotta tra il padre e il consorte, che tutti e due aspiravano al dominio dello stato. Infine la morte del marito la gettò in una morbosa melanconia che ai contemporanei parve pazzia, e forse fu detta tale per ragioni politiche. Del tutto dominata dal padre e poi dal figlio, che la posero da parte pur regnando anche in suo nome, scomparve dalla vita dello stato; e sino alla morte (1553), restò a Tordesillas presso la tomba del marito. Inutili furono le trattative per farla sposare con Enrico VII d'Inghilterra.

Bibl.: G. A. Bergenroth, Documents on the intended marriage of King Henry VII with Queen Juana, Londra 1868; A. Rodriguez Villa, La reina D. Juana la Loca, Madrid 1892; Ch. de Moiiy, in Revue des deux mondes, LXVIII (1898), pp. 556-94, 825-63; M. Hume, in La España moderna, 1914.

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