GIORGIO V re di Gran Bretagna, Irlanda e dei dominî britannici di oltremare, imperatore delle Indie - Enciclopedia - Treccani

GIORGIO V re di Gran Bretagna, Irlanda e dei dominî britannici di oltremare, imperatore delle Indie

Enciclopedia Italiana (1933)

GIORGIO V re di Gran Bretagna, Irlanda e dei dominî britannici di oltremare, imperatore delle Indie


Nato a Londra il 3 giugno 1865, secondo figlio del re Edoardo VII e della regina Alessandra, nata principessa di Danimarca. Insieme col fratello maggiore Alberto Vittorio, duca di Clarence, entrò nel 1877 come cadetto nella marina britannica, in cui fece tutta la sua carriera. Nel 1901 fu nominato contrammiraglio e nel 1903 viceammiraglio. Dopo la morte del duca di Clarence (gennaio 1892) divenne erede del trono; fu creato duca di York e sposò il 6 luglio 1893 la principessa Vittoria Maria, figlia del duca di Teck. Nel novembre 1901, dopo l'avvento al trono di suo padre, assunse il titolo di principe di Galles. Salì al trono alla morte di Edoardo VII (6 maggio 1910): fu incoronato come re di Gran Bretagna e Irlanda il 22 giugno 1911 nell'abbazia di Westminster e il 12 dicembre a Delhi come imperatore delle Indie. Il 17 luglio 1917 rinunziò per sé e per la sua famiglia ai titoli tedeschi e, lasciando il nome di famiglia Sassonia-Coburgo-Gotha, prese quello di Windsor. Nel giugno 1921, inaugurando a Belfast il parlamento dell'Irlanda, settentrionale, rivolse a tutti gl'Irlandesi un caldo appello alla pacificazione. Sulla fine del 1928 cadde gravemente ammalato e si temette per la sua vita, ma poi si ristabilì. La sua personalità politica non ha il rilievo di quella di Edoardo VII: tuttavia egli ha compiuto e compie assiduamente e lealmente i suoi doveri di sovrano e, durante la guerra mondiale, ha stimolato indefessamente l'attività del paese ispezionando le basi navali e il fronte inglese e belga, visitando cantieri, fabbriche di munizioni, ospedali, ecc. Esercitò, a quanto sembra, un'azione personale nella formazione, nel 1931, del gabinetto nazionale presieduto dal MacDonald in unione coi conservatori e con una frazione dei liberali.

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