Innovazione

Cambridge Analytica resuscita come Emerdata

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Cambridge Analytica, la società britannica di analisi dei dati al centro dello scandalo sull’uso non autorizzato dei dati di 87 milioni di utenti Facebook, sta chiudendo ma potrebbe riprendere le sue attività grazie a un’altra società parallela, Emerdata

Cambridge Analytica chiude i battenti. Dopo le rivelazioni del Wall Street Journal di ieri, è arrivata la nota ufficiale con cui si annuncia la chiusura sospendendo “immediatamente tutte le operazioni”. Lo scandalo che ha travolta la società britannica a marzo ha allontanato tutti i clienti, costringendola a presentare istanza di fallimento negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Insieme a Cambridge Analytica, chiude anche la società madre Scl Group. Come sottolinea il New York Times, la notizia della chiusura delle due aziende al centro dello scandalo dei dati personali degli utenti Facebook lascia alcuni interrogativi irrisolti. Vediamo quali.

COSA FA (O MEGLIO FACEVA) CAMBRIDGE ANALYTICA

Nata nel 2013 come propaggine del gruppo Scl Group – società britannica privata di ricerca comportamentale e consulenza strategica – Cambridge Analytica ha ottenuto crescenti consensi oltreoceano grazie alla sua attività di data mining e influenza del comportamento attraverso l’identificazione delle personalità degli elettori americani. Queste tecniche hanno sostenuto il lavoro di Cambridge Analytica sia per la campagna dell’attuale Presidente Usa Donald Trump sia per il comitato di azione politica fondato da John R. Bolton, attuale consigliere per la sicurezza nazionale. C’è sempre Cambridge Analytica dietro le campagne presidenziali statunitensi del 2016 sia di Ben Carson sia del senatore Ted Cruz. Il “Facebookgate” scoppiato a marzo non è il primo scandalo che vede coinvolta Cambridge Analytica: la società era già finita nel Russiagate, l’inchiesta guidata dal procuratore speciale Robert Mueller sui legami tra i funzionari della campagna di Trump e la Russia.

IL DATAGATE PIÙ GRANDE DI SEMPRE

È iniziato tutto il 17 marzo quando le inchieste del The Observer-The Guardian e del New York Times rivelarono che milioni di profili Facebook di elettori americani sono stati violati da Cambridge Analytica quando era al servizio della campagna di Donald Trump per la Casa Bianca e i dati sono stati usati per realizzare un software in grado di influenzare la decisione sul voto. I due giornali hanno raccolto le dichiarazioni di un ‘whistleblower’, Christopher Wylie: “Abbiamo sfruttato Facebook per raccogliere i profili di milioni di persone. E abbiamo costruito modelli per sfruttare ciò che sapevamo su di loro e mirare ai loro demoni interiori. È su questa base che poggia Cambridge Analytica”. Qualche giorno dopo la società annuncia la sospensione del proprio amministratore delegato Alexander Nix, dopo che Channel 4, un canale televisivo inglese, ha pubblicato un video sotto copertura in cui Nix parla delle attività Cambridge Analytica in termini di seduzione e corruzione per intrappolare politici e influenzare elezioni straniere. Dopo meno di due mesi arriva il comunicato della società in cui afferma che la campagna stampa negativa la costringe a interrompere le attività. Tuttavia, continua a negare di aver commesso alcun illecito.

DOPO CAMBRIDGE ANALYTICA C’È EMERDATA

Cambridge Analytica chiusa. SCL Group chiuso. Ma non è proprio così lapalissiano. Come riporta il New York Times, lo scorso agosto i dirigenti di SCL Group e Cambridge Analytica, hanno costituito Emerdata, una nuova società con sede in Inghilterra, secondo il registro delle imprese britanniche Company House. Tra i numerosi direttori della nuova, e al momento inattiva, società troviamo Alexander Nix, proprio quel Nix ceo sospeso di Cambridge Analytica. C’è poi Julian Wheatland, che guarda caso è anche presidente di SCL Group. Un altro direttore di Emerdata è Johnson Chun Shun Ko, vicepresidente di Frontier Services Group, una società di sicurezza privata che opera in Africa e il cui presidente è Erik Prince, sostenitore di Trump e fondatore della società di mercenari Blackwater, poi rinominata Xe Services dopo che gli impresari di Blackwater sono stati condannati per l’uccisione di civili iracheni. Ma la curiosa lista dei direttori di Emerdata non finisce qui. Il 20 marzo, tre giorni dopo lo scoppio dello scandalo sulla violazione di 87 milioni di profili Facebook, Rebekah Anne Mercer e Jennifer Mercer vengono inserite ufficialmente tra i direttori della neocostituita società. Chi sono costoro? Ma le figlie di Robert Mercer, miliardario manager del New York hedge fund, sostenitore del presidente Donald Trump nonché proprietario della neocessata Cambridge Analytica.

Emerdata, secondo i documenti depositati, dovrebbe occuparsi di “trattamento dei dati” e attività collegate e guarda caso condivide con SCL Group anche l’indirizzo di Londra (Pkf Littlejohn 1 Westferry Circus Canary Wharf London). Secondo ex dipendenti di Cambridge Analytica e SCL Group sentiti dal New York Times, Emerdata potrebbe essere l’araba fenice rinata dalle ceneri delle due società con un nuovo brand. Da ieri sera infatti in molti si stanno domandando cosa succederà della proprietà intellettuale e dei dati raccolti da Cambridge Analytica dopo la proclamata chiusura.

L’INDAGINE NON SI FERMA

Di certo la chiusura delle attività non fermerà l’inchiesta su Cambridge Analytica nel Regno Unito. Secondo la Bbc, il presidente della commissione Cultura, media e comunicazione della Camera dei Comuni Damian Collins si è mostrato preoccupato dalla chiusura delle società ma convinto che la verità verrà alla luce: “È vitale che la chiusura di queste aziende non sia utilizzata come scusa per cercare di limitare la capacità delle autorità di indagare su ciò che stavano facendo”.

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