Dalla serie tv "Bridgerton" alla realtà: la vera storia della Regina Carlotta | National Geographic

Dalla serie tv "Bridgerton" alla realtà: la vera storia della Regina Carlotta

Gli storici ancora non sono concordi nel riconoscere la Regina Carlotta come la prima regina di colore di Gran Bretagna. Ma un nuovo spin-off della popolare serie tv “Bridgerton” su Netflix mostra quanto sia vivo l’interesse del pubblico sulla vita di questa figura.

DI ERIN BLAKEMORE

pubblicato 24-06-2024

Ecco la vera storia della Regina Carlotta, la prima regina nera di Gran Bretagna

Il ritratto della Regina Carlotta ad opera del pittore scozzese Allan Ramsay, che la ritrasse negli abiti dell’incoronazione, ha ispirato il dibattito sul fatto che sia stata o meno la prima regina di colore di Gran Bretagna: una questione che ad oggi, secoli dopo il suo regno su Gran Bretagna e Irlanda, rimane aperta.

FOTOGRAFIA DI ART COLLECTION / ALAMY STOCK PHOTO

Quando, nel 1761, l’allora diciassettenne Sofia Carlotta di Meclemburgo-Strelitz giunse per la prima volta a Londra e vide il palazzo che sarebbe divenuto la sua dimora, impallidì. Sarebbe stata incoronata Regina di Gran Bretagna e Irlanda solo poche ore più tardi, ma fino ad allora non aveva mai messo piede in Inghilterra, né incontrato il suo futuro sposo.

Ciò che avvenne dopo sono fatti registrati nella storia della monarchia, ma anche il soggetto di una nuova miniserie di Netflix dal titolo La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton, che romanza la vita della timida fanciulla tedesca destinata a regnare sull’Inghilterra, e di cui si dice sia stata la prima regina di colore. Ma chi era davvero la Regina Carlotta?

Come arriva Carlotta a diventare regina di Gran Bretagna

Ecco la vera storia della Regina Carlotta, la prima regina nera di Gran Bretagna

Proprio sotto a questo ritratto ovale di Carlotta di Meclemburgo-Strelitz si possono vedere le iniziali della coppia reale, dove le iniziali “G” e “C” stanno rispettivamente per Giorgio III e Carlotta. Nonostante la timidezza iniziale della regina gli storici affermano che, secondo quanto riportato, il suo fu un matrimonio felice.

FOTOGRAFIA DI JOHANN ESAIAS NILSON tramite BTEU/RKMLGE / ALAMY STOCK PHOTO

Nata nel 1744 nel ducato di Meclemburgo-Strelitz, nell’attuale Germania settentrionale, la principessa ebbe un’infanzia tranquilla in quello che altri membri dell’aristocrazia europea consideravano essere un ducato mediocre e provinciale. Tuttavia, questo elemento giocò a favore della giovane, quando il principe di un regno d’oltremare divenne re.

Quando nel 1760 il nonno di Giorgio III morì, e quest’ultimo divenne il nuovo re d’Inghilterra, il fatto che egli non fosse ancora sposato fu subito motivo di preoccupazione nazionale. I consiglieri di Giorgio decisero che aveva bisogno di una moglie, e anche in fretta, e si misero alla ricerca urgente di una principessa di religione protestante con cui il nuovo re potesse condividere la propria vita e generare un erede.

Carlotta era praticamente sconosciuta e si riteneva non avesse legami né obiettivi politici, e questo fu considerato un punto a favore dai consiglieri politici di Giorgio, che volevano che fossero gli interessi britannici a prevalere, dopo il matrimonio del re. Così, nonostante Giorgio non avesse mai incontrato Carlotta, nel 1761 un emissario chiese la mano di quest’ultima in sua vece. Carlotta accettò e il matrimonio combinato fu celebrato appena sei ore dopo l’arrivo della principessa in Inghilterra.

Sebbene non parlasse inglese e non avesse mai incontrato il marito prima del giorno stesso del matrimonio, Carlotta divenne così regina di Gran Bretagna e Irlanda. Tutti volevano festeggiare la nuova coppia reale: alla loro incoronazione la folla accorsa fu tale che il loro corteo impiegò due ore per giungere dalla strada fin dentro l’Abbazia di Westminster. Ben presto Carlotta partorì una bambina, la prima dei 15 figli che portò in grembo durante il suo lungo matrimonio.

La Regina Carlotta e Re Giorgio erano innamorati?

Secondo tutti i resoconti, il re e la regina ebbero un matrimonio insolitamente felice, e Giorgio III fu un padre e un marito devoto. Ma la vita di corte era difficile per Carlotta, che si scontrava con la suocera sulle regole formali dell’aristocrazia britannica e che trovava estenuante l’aspettativa che c’era su di lei in merito a generare un gran numero di eredi. Dopo aver partorito 14 dei suoi 15 figli, scrisse “Non penso che un prigioniero desideri più ardentemente la libertà di quanto io desideri liberarmi dal mio fardello”.

Nonostante le difficoltà date dalla noia e dal confinamento della vita di corte, Carlotta trovò il modo di affrontare le forti pressioni che subiva nel suo nuovo ruolo. L’anno seguente al matrimonio, Giorgio acquistò per lei una grande tenuta di campagna di proprietà dei Duchi di Buckingham. Buckingham House, adesso nota come Buckingham Palace, venne chiamata “Queen’s House”, ossia la Casa della Regina, e lì Carlotta condusse una vita domestica confortevole leggendo, dedicandosi a lavori di cucito e suonando il clavicembalo.

La regina condivideva con il marito la passione per la botanica e per le piante, tanto che lui divenne noto come Farmer George, ossia “Giorgio il contadino”, per via dei suoi interessi agricoli.

La “pazzia” di Re Giorgio 

La felicità della coppia non durò, tuttavia, a lungo. Nel 1765, Giorgio ebbe un episodio di malattia mentale così grave che i suoi ministri proposero che Carlotta salisse temporaneamente al trono, durante l’incapacità del marito. 

Ripresosi ben presto, il re ebbe però una ricaduta dopo l’altra e alla fine divenne chiaro che la sua malattia mentale non sarebbe mai guarita. Il re soffriva di manie, depressione, allucinazioni e convulsioni, e gli storici raccontano di come attaccasse e addirittura aggredisse sessualmente i membri della sua stessa famiglia.

Questi periodi di malattia devastavano la consorte: “La regina è quasi sopraffatta da un segreto terrore”, scriveva Francis Burney, uno degli assistenti di Carlotta, nel 1788. “Sono colpito oltre ogni modo, in sua presenza, nel vedere gli sforzi che ella fa per mantenere la serenità”. Con l’andare del tempo gli attacchi divennero sempre più prolungati e il re venne infine isolato e persino incarcerato.

La stigmatizzazione sociale e la mancanza, a quel tempo, di conoscenze sulle malattie mentali resero praticamente impossibile aiutare il re “pazzo” e anche avere quel tipo di supporto ora ritenuto fondamentale per i familiari e per coloro che si prendono cura delle persone affette da questo tipo di disturbi.

Alla fine, il figlio George (che sarebbe divenuto Re Giorgio IV), salì al trono come reggente; il marito di Carlotta invece rimase malato fino alla fine dei suoi giorni. Secondo una citazione, nel 1789 tutti i capelli della regina erano ormai “divenuti bianchi per lo stress dovuto alla malattia del re”. Quando Carlotta morì, nel 1818, lo stadio della malattia del marito era così avanzato che egli non capì che sua moglie era venuta a mancare.

Ecco la vera storia della Regina Carlotta, la prima regina nera di Gran Bretagna

Giorgio III e la Regina Carlotta posano con i loro figli. La regina partorì 15 figli: una responsabilità, data dalla sua posizione, che trovava particolarmente estenuante. 

FOTOGRAFIA DI RICHARD EARLOM, tramite NATIONAL MUSEUMS IN BERLIN, ART LIBRARY / ANNA RUSS

Carlotta è stata davvero la prima regina di colore di Gran Bretagna? 

Oggi Carlotta viene ricordata come una moglie fedele e una tragica figura legata alla malattia mentale del re. Ma alcuni la trovano degna di nota per un’altra ragione: sostengono che sia stata la prima regina nera o birazziale della Gran Bretagna. Da decenni gli storici si confrontano sull’ipotesi secondo cui Carlotta potrebbe aver avuto la pelle scura, data la sua lontana discendenza dall’aristocrazia portoghese.

Coloro che credono che avesse origini di colore presentano come evidenza ritratti che mostrano quelli che vengono ritenuti tratti somatici “africani”, e affermano che i dipinti del tempo, dove la regina è raffigurata con la pelle chiara, semplicemente nascondevano la sua discendenza per conformarsi agli ideali di bellezza eurocentrici dell’epoca. Altri dichiarano invece che gli antenati dalla pelle scura della regina erano distanti così tante generazioni da non poter influire probabilmente sul suo aspetto, e sostengono che sono i moderni concetti di razza a far pensare che Carlotta fosse di colore. 

Dal momento che non è possibile determinare quale fosse il vero aspetto di Carlotta, la discussione probabilmente non avrà mai fine. Proprio come l’interesse del pubblico per la vita di Carlotta, come dimostrato dalla nuova miniserie di Netflix, che ha creato nuovi fan e affascinati critici, nonché attirato nuova attenzione sulla tragica vita della regina. Ma come spiega la voce narrante stessa (Julie Andrews) la storia “È ispirata ai fatti, ma è una fiction”.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente in lingua inglese su nationalgeographic.com.