Dracula di Bram Stoker: differenze tra il film e il romanzo

Dracula di Bram Stoker è uno dei film più celebri sul vampiro della Transilvania. Tratto dall'omonimo romanzo, presenta numerose differenze.

Dracula e Mina
Una scena di sensuale affiatamento tra Dracula e Mina nel film di Coppola
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Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola è uno dei più celebri riadattamenti della storia del noto vampiro della Transilvania. Interpretato da uno strepitoso Gary Oldman, il film ripercorre le vicende narrate nell’omonimo romanzo del 1897, dell’irlandese Bram Stoker.

La pellicola riscosse un grande successo di pubblico, incassando fior di milioni e salvando la società di Coppola dalla bancarotta. Nonostante questo, per chi ha letto il romanzo originario, è evidente come molte sezioni della storia e molti dettagli siano stati omessi, presentando Dracula di Bram Stoker più come un romanzo amoroso che gotico.

Per scoprire di cosa stiamo parlando, non vi basta altro che scorrere questo articolo. Buona lettura!

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Dracula di Bram Stoker: la trama

Giunto in Transilvania per concludere un affare immobiliare, l’avvocato Jonathan Harker (Keanu Reeves) viene ospitato da un misterioso conte nel suo castello tra le montagne. In un luogo oscuro, tetro e misterioso, Jonathan fa la conoscenza del conte Dracula, ultimo rappresentate di una nobile stirpe, che ha appena acquistato delle proprietà nella città di Londra, per trasferirvisi.

Il Conte è un personaggio strano: carnagione chiarissima, lunghe unghie simili ad artigli, modo di parlare che sembra provenire da un’altra epoca. Costretto a rimanere lì per delle settimane, Jonathan invia delle lettere alla sua futura moglie, Mina (Winona Ryder), per avvisarla della sua permanenza in Transilvania. Ben presto, però, l’avvocato si accorge che il suo anfitrione è tutt’altro che un essere umano, scoprendo terribili segreti e avvenimenti legati a Dracula. Diviene, a tutti gli effetti, un prigioniero.

Giunto in nave a Londra, dopo aver massacrato l’equipaggio della nave Demeter (episodio raccontato nell’omonimo film), Dracula fa la conoscenza proprio di Mina, reincarnazione della sua defunta moglie, toltasi la vita quattrocento anni prima, perché lo aveva creduto morto in battaglia. Provando attrazione per il Conte, la donna trascorre piacevolmente del tempo con il forestiero, presentatosi a lei con il nome di Vlad.

Ma la bestia ha bisogno di sfamarsi. Una delle vittime è un’amica di Mina, Lucy. Lentamente svuotata della sua essenza vitale e prossima alla morte, viene aiutata dal dottor Van Helsing (Anthony Hopkins) e da un nutrito gruppo di spasimanti. Il dottore è un profondo conoscitore del vampirismo ed ha dedicato la sua vita allo studio e alla ricerca di Dracula. Comprendendo che ci sia il vampiro dietro il deperimento di Lucy, prova a salvarla, ma invano.

La ragazza, infettata dal vampiro, risorge ogni notte mietendo vittime innocenti per sfamare la sua sete di sangue. Van Helsing e il gruppo di ex spasimanti di Lucy sono costretti a decapitarla mentre dorme, interrompendo la maledizione. Jonathan, fuggito dal castello, fa ritorno a Londra e si ricongiunge con Mina. Visibilmente scosso, capisce che anche il vampiro è a Londra e che la sua futura moglie è in grave pericolo. C’è solo un modo per mettere fine a quell’incubo: uccidere Dracula. La caccia ha inizio.

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Dracula di Bram Stoker: storia del personaggio e le principali differenze tra film e romanzo

Scritto agli albori dell’epopea del genere orrorifico, il cui capostipite è il romanzo Il Castello di Otranto di Horace Walpole, il romanzo Dracula costituì subito un grande successo di pubblico, anche se il suo autore non fu mai considerato un maestro nella hall of fame dei romanzieri ottocenteschi.

I riadattamenti del romanzo di Bram Stoker sono molteplici. Nosferatu del 1922; Van Helsing, con Hugh Jackman sulle tracce del suo acerrimo nemico; Dracula Untold con Luke Evans nei panni del vampiro; la saga di Hotel Transilvania, con un Dracula alle prese con le responsabilità di padre; i recenti Demeter-Il Risveglio di Dracula e Renfield, con Nicolas Cage e Nicholas Hoult. Basta effettuare una breve ricerca per scoprire come il Principe delle tenebre sia, da sempre, uno dei personaggi più citati e trasposti sul grande e piccolo schermo.

Ciò si deve all’enorme curiosità che si cela dietro la leggenda del conte, ispiratrice del romanzo. Lo scrittore irlandese compì accurate ricerche sulla vera storia del personaggio di Dracula, Vlad Țepeș. Storicamente noto per la sua usanza di desinare nei campi di battaglia dove aveva appena impalato i suoi avversari, la fama del Conte di Valacchia si espanse velocemente per tutta l’Europa, alimentando la sua leggenda.

Pare però che Stoker fosse stato impressionato maggiormente da un articolo di giornale, nel quale si narrava di fenomeni di vampirismo nel New England, poi catalogati come casi di tubercolosi. La superstizione e la paura dell’ignoto erano ancora presenti nelle piccole comunità rurali, così lo scrittore prese spunto da questa vicenda per formulare il suo romanzo gotico, redatto sotto forma di un epistolario.

Tramite il racconto di Dracula stesso, nella prima parte del romanzo, vediamo come Stoker abbia condotto minuziose ricerche sulla genealogia del personaggio; modificando, però, l’albero genealogico del vampiro. Invece che discendente da origini slave, il Dracula di Stoker è figlio delle popolazioni germaniche che per secoli avevano creato scompiglio in Europa. Nuovi popoli che, mescolandosi con quelli autoctoni, erano discesi dal nord in cerca di nuovi territori. Una genealogia quasi vichinga, aumentata dalle invocazioni di Dracula, nel romanzo, di divinità pagane.

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Una delle locandine del film / credits: Mondospettacolo

Una delle principali differenze tra film e romanzo è proprio l’origine della creatura, inizialmente dipinta come un guerriero crociato che perde la fede cattolica e si trasforma nell’esatto opposto: un servo delle tenebre assetato di sangue. Fedele alle sue origini nobiliari, legate alla storia della sua terra e del suo popolo. Come mai tanta differenza? Lo spieghiamo subito.

Il Dracula di Bram Stoker riprende l’immagine storica che l’occidente ha sempre avuto sulle popolazioni germaniche, originariamente definite “barbare” (dal greco βάρβαρος, colui che non sa parlare). La paura dello straniero, del diverso che semina caos e distruzione ovunque passa, come il Conte fa nella città di Londra. Lingua diversa, usi e costumi differenti che intimoriscono e allontanano. Il Dracula di Coppola, invece, sveste i panni dello straniero emarginato e indossa quelli dell’affascinante e esotico uomo d’affari, che si integra facilmente nella nuova comunità, mantenendo le sue dissacranti abitudini, ma passando inosservato.

Tra le altre differenze, vi è proprio la rappresentazione scenica del vampiro. Nel romanzo è sfuggente, praticamente compare pochissimo, pur sentendone sempre parlare e cogliendone la presenza. La grande strategia di Stoker di lasciare che siano i flussi di coscienza dei personaggi a descrivere ciò che avviene è vincente, perché il lettore avverte la presenza della creatura delle tenebre, avverte le palpitazioni e l’atmosfera oscura che aleggia nella storia, nonostante Dracula non sia fisicamente con i protagonisti.

Nel film, il Conte Dracula è sempre presente nelle sue varie forme. Il resto dei personaggi gli ruota intorno, incentrando attorno alla sua figura la trama principale. Lo spettatore segue le azioni del vampiro in prima persona nel vero senso della parola, trasformando lui stesso nel predatore. Vero è che quello che vediamo sullo schermo diverge, e di molto, dalla natura demoniaca del vampiro del romanzo. Ne avevamo parlato qui, in maniera più approfondita.

Un’altra abissale differenza sta nella rappresentazione di uno dei personaggi cardine di Dracula: il dottor Abraham Van Helsing. Nonostante sia interpretato da un mostro sacro come Anthony Hopkins, il suo ruolo è fin troppo marginale, relegato quasi a quello di uno svitato conoscitore dell’occulto, invece che una guida attraverso le tenebre per i protagonisti della storia.

Le frettolose spiegazioni sulle dinamiche che spingono il vampiro ad agire in quel modo, la scelta delle sue vittime, come avviene il trasferimento del potere dell’immortalità, come bisogna eliminare un non morto, cozzano sonoramente con i semplici, ma dettagliati, dettami che Van Helsing espone nel racconto. Ci permettiamo di affermare questo dato l’approccio iniziale che Coppola aveva dato al suo film, molto fedele alla trama e agli eventi del romanzo.

Van Helsing è carismatico, confortante e il suo apporto è fondamentale per portare al successo la banda di improvvisati cacciatori di vampiri. Nella pellicola appare più come un servizio “dovuto”, frutto della vanitosa personalità costruita da Anthony Hopkins per il suo personaggio, più concentrato ad ottenere fama e onori che aiutare i suoi compagni. Basti pensare che addirittura Stephen King citi il dottore nel suo celebre romanzo sui vampiri, Le Notti di Salem.

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Concludiamo questo articolo esponendo la differenza più evidente tra le due versioni di Dracula: il finale della storia. Nel film Mina, ormai invaghita del Conte, lo accompagna nel suo ultimo viaggio, verso la morte e l’amore della sua vita, decapitandolo e liberandosi dalla maledizione. Essendo stato cucito sull’eterna storia d’amore tra Dracula e la sua defunta moglie, il finale del film risulta coerente e romantico, nonostante alla base dovesse risultare un film horror. Una scelta dettata dalla comprensibile volontà di Coppola di personalizzare la sua storia.

Partendo dal presupposto che nel romanzo questa attrazione tra Mina e Dracula è assolutamente inesistente, nel libro assistiamo ad una concitata lotta contro il tempo dei protagonisti per cercare di uccidere il Conte quando è ancora debole, cioè prima del tramonto. Il vampiro di Stoker è un predatore allo stato puro, privo di sentimenti umani. Una delle chiavi della storia è che anche le creature più terrificanti, simbolo del male in persona, nascondono dei punti deboli. Possono essere sconfitte, per il bene c’è sempre la possibilità di trionfare. Jonathan e Van Helsing sfruttano l’ultimo barlume di luce per decapitare Dracula ed eliminarlo, ponendo fine al suo regno di terrore e malvagità.

La riuscita della loro missione è frutto della collaborazione, la pianificazione e lo spirito di squadra. Contro le forze del male, l’unione fa la forza. La morale del film, d’altro canto, è che non è l’ancestrale male che governa il mondo a creare i mostri. I mostri nascono dalle esperienze delle loro esistenze passate, dai dolori che subiscono e che li portano, inevitabilmente, sulla strada sbagliata.

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Dracula di Bram Stoker: cast

Gary Oldman: Conte Dracula/principe Vlad Draculea
Winona Ryder: Mina Murray~Harker; Elisabeta
Anthony Hopkins: prof. Abraham Van Helsing; sacerdote del castello Draculea
Keanu Reeves: Jonathan Harker
Richard E. Grant: dott. Jack Seward
Cary Elwes: lord Arthur Holmwood
Bill Campbell: Quincey P. Morris
Sadie Frost: Lucy Westenra
Tom Waits: R.M. Renfield
Monica Bellucci: sposa di Dracula

Dracula di Bram Stoker: trailer

Bram Stoker’s Dracula – Official Trailer / credits: Sony Pictures Entertainment

Conoscevate le differenze tra il film Dracula di Bram Stoker e il romanzo? Fatecelo sapere nei commenti!

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