Ecco quali sono le migliori università del mondo: la classifica
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La classifica delle migliori università del mondo: il Politecnico di Milano primo fra le italiane

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La classifica delle migliori università del mondo

Il Politecnico di Milano si conferma come la prima università italiana dal 2015, ottenendo il miglior risultato di sempre: il 111º posto mondiale su 5.663 atenei di 106 Paesi, guadagnando sedici posizioni rispetto al passato (nel 2018 era 156º).

L’Università La Sapienza di Roma si mantiene seconda in Italia e sale di due posizioni, raggiungendo il 132º posto mondiale, il miglior risultato dal 2006, quando era 125ª.

Terza tra le università italiane è l’Università di Bologna, che avanza di ventuno posizioni e arriva al 133º posto mondiale, il miglior risultato di sempre nella classifica QS. Polimi, Sapienza e Bologna sono le uniche università italiane tra le prime 150 al mondo.

Il Politecnico di Milano ha ottenuto il punteggio più alto in Italia per “Reputazione presso i datori di lavoro”, posizionandosi 82º a livello mondiale. È anche l’università italiana con la più alta proporzione di studenti internazionali e tra le prime cento per reputazione accademica e aziendale. Ha scalato 251 posizioni per la sostenibilità.

“La crescita del Politecnico di Milano nella classifica globale QS premia gli sforzi dell’ateneo per offrire opportunità di studio e ricerca sempre migliori”, ha dichiarato la rettrice Donatella Sciuto. “Il numero delle istituzioni valutate è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno, rendendo il nostro risultato ancora più significativo”. Il prossimo obiettivo è entrare tra le prime cento.

La Sapienza Università di Roma, seconda in Italia, è ora al 132º posto mondiale. È la più grande accademia italiana per numero di iscritti e si è posizionata 41ª a livello globale nell’indicatore “Rete di ricerca internazionale” e 87ª per “Risultati occupazionali dei laureati”. “Questi successi sottolineano l’importanza della ricerca di alto livello e della preparazione dei laureati per il mercato del lavoro”, commenta QS.

L’Alma Mater Studiorum di Bologna, 133ª a livello mondiale, è avanzata di ventuno posizioni rispetto all’anno scorso. Ha ottenuto un ottimo risultato nell’indicatore “Reputazione accademica” (69ª a livello globale, prima in Italia).

Delle 42 università italiane classificate, quindici salgono in classifica, nove mantengono la stessa posizione dell’anno scorso e diciotto retrocedono.

L’Università degli Studi di Padova (236ª a livello globale, quarta in Italia, in arretramento) è tra le prime cento al mondo per “Rete internazionale di ricerca”, classificandosi al 79º posto per ricerca internazionale e al 110º per sostenibilità.

Il Politecnico di Torino, al quinto posto con il 241º posto mondiale, è in costante crescita (+11). “Il raggiungimento della miglior posizione di sempre nel ranking QS è una grande soddisfazione che testimonia la crescente qualità delle nostre missioni istituzionali”, afferma il rettore Stefano Corgnati. “Il nostro obiettivo nei prossimi sei anni sarà consolidare il nostro posizionamento internazionale, migliorando formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e cooperazione con il mondo industriale e istituzionale”.

Dal sesto al decimo posto, tutte con posizioni peggiorate rispetto all’anno scorso, troviamo: la Statale di Milano, la Federico II di Napoli, l’Università di Torino, l’Università di Firenze e quella di Pisa.

L’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano guadagna 206 posizioni, il più grande avanzamento in Italia e il secondo a livello mondiale, grazie all’impatto della sua ricerca scientifica, posizionandosi 389ª nel ranking e undicesima in Italia.

Anche l’Università di Roma Tor Vergata ha registrato un progresso significativo, salendo di 95 posti e arrivando al 395º posto mondiale e dodicesima in Italia. Ha migliorato in quattro dei nove indicatori, in particolare per occupabilità dei laureati, stima dei datori di lavoro e influenza delle citazioni e della ricerca scientifica prodotta.

L’Università di Pavia è cresciuta grazie alla reputazione tra i datori di lavoro e all’impatto della sua ricerca. L’Università Cattolica del Sacro Cuore è salita di 63 posizioni ed è ora tra le prime 450 al mondo. L’Università di Genova è al 17º posto nazionale (530ª nel mondo) e il Politecnico di Bari (580º) ha ottenuto un ottimo risultato nell’indicatore “Citazioni per docente”.

Quarantuno delle 42 università italiane incluse in questa classifica sono tra le prime 700 al mondo per “Citazioni per docente”, misurando l’impatto e l’influenza della ricerca prodotta in relazione alla dimensione della facoltà. Trentaquattro figurano tra le prime 700 al mondo per “International research network”, che misura il volume e la diversità delle collaborazioni di ricerca internazionali. I ricercatori italiani hanno pubblicato 893.736 articoli dal 2018 al 2023, generando 11.750.145 citazioni. Il 47 per cento di questa ricerca è stato prodotto insieme a partner internazionali, l’8 per cento in più rispetto alla media europea. I principali collaboratori dell’Italia sono Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Segue la Cina (+66 per cento), Canada, Australia, Brasile e Giappone.

Solo tre università italiane sono tra le prime 700 al mondo per la proporzione di studenti internazionali e sette per la proporzione di docenti internazionali. Solo tre sono tra le prime 700 per il rapporto docenti/studenti, indicando la necessità di più risorse didattiche per migliorare l’esperienza di apprendimento.

I risultati di QS Quacquarelli Symonds si basano su 17,5 milioni di documenti accademici e sulle opinioni di oltre 280.000 esperti tra docenti e datori di lavoro. Il Massachusetts Institute of Technology di Boston celebra tredici anni al primo posto. Imperial College London raggiunge il secondo posto (come nel 2014), mentre l’Università di Oxford rimane terza e l’Università di Harvard quarta. Cambridge scende al quinto posto, perdendo tre posizioni. Il Politecnico di Zurigo (ETH), al settimo posto, è la prima università non anglosassone in classifica.

Gli Stati Uniti guidano con 197 istituzioni nel ranking, seguiti dal Regno Unito (90) e dalla Cina continentale (71), con l’Università di Pechino al 14º posto.

L’India ha mostrato un notevole progresso: il 91 per cento delle sue 46 università classificate o salgono, rimangono stabili, o fanno registrare un nuovo ingresso. Indonesia, Pakistan e Turchia mostrano miglioramenti. L’America Latina ha quattro università tra le prime cento: Universidad de Buenos Aires (71ª), Universidade de São Paulo (92ª), Pontificia Universidad Católica de Chile (93ª) e Universidad Nacional Autónoma de México (99ª).

Kfupm, in Arabia Saudita (101ª), è l’istituzione araba più quotata. L’Università di Cape Town (171ª) è la leader dell’Africa.

Le migliori università al mondo: la top 10

1. Massachusetts Institute of Technology (MIT), Stati Uniti (1 nel 2023)

2. Imperial College London, Regno Unito (6)

3. University of Oxford, Regno Unito (3)

4. Harvard University, Stati Uniti (4)

5. University of Cambridge, Regno Unito (2)

6. Stanford University, Stati Uniti (5)

7. ETH Zurich, Svizzera (7)

8. National University of Singapore (NUS), Singapore (8)

9. UCL, Regno Unito (9)

10. California Institute of Technology (Caltech), Stati Uniti (15)

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