Vaidotas

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Vaidotas (fl. 1362) (... – ...) era uno dei figli di Kęstutis, granduca di Lituania nel 1381 e nel 1382. Nelle fonti affidabili viene menzionato solo in un paio di occasioni: in una battaglia a difesa del castello di Kaunas nel 1362 e come signore di Navahrudak.[1] A causa della penuria quasi totale di informazioni, sulla sua vita sono state effettuate svariate ricostruzioni storiografiche.

Riferimenti storici[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Kaunas, la fortificazione che Vaidotas non riuscì a difendere

Secondo le cronache di Wigand di Marburgo, Vaidotas era il comandante della guarnigione del castello di Kaunas di recente costruzione nel corso di un assedio avviato dall'Ordine teutonico e durato per tre settimane nell'aprile del 1362. A seguito di feroci combattimenti, la fortificazione fu espugnata dagli attaccanti e poi rasa al suolo. Vaidotas, alla guida di 36 uomini, cercò di sfondare nuovamente le linee nemiche, ma venne fatto prigioniero.[1][2] Tale azione militare risultò una delle più decisive e importanti vittorie militari avvenute nel corso della crociata lituana nel XIV.

In un documento del 1401, il fratello e l'allora granduca Vitoldo affermava che qualche anno prima Vaidotas e suo fratello Tautvilas Kęstutaitis avessero ricevuto l'incarico di governare in maniera congiunta Navahrudak,[3] ma non è chiaro quando ciò accadde. Gli storici propendono per il 1365 come data più probabile.[4]

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Per via della limitatezza delle fonti storiche, si confonde talvolta Vaidotas con Vaidutis (Waydutte), figlio di Butautas e nipote di Kęstutis.[1] Ulteriore confusione è ingenerata dalla cronaca di Bychowiec, un testo inaffidabile redatto nel XVI secolo, il quale afferma che Vaidotas si spense in giovane età in Lituania. Gli studiosi Steven Cristopher Rowell e Robert Frost sostengono che Butautas e Vaidotas sono da considerarsi la stessa persona e i loro nomi sono stati riportati in maniera differente a causa dei dialetti diversi.[5][6]

Nella sua monografia del 1999 sui primi Gediminidi, lo storico polacco Jan Tęgowski ha fornito la seguente biografia di Vaidotas: si trattava del figlio maggiore di Kęstutis e di Birutė; fu catturato a Kaunas nel 1362, ma sfuggì in qualche modo prima del 1365 e ricevette Navahrudak; si convertì alla religione ortodossa e fu battezzato come Ivan; ebbe due figli, Jerzy e Konrad; nel 1384, durante la guerra civile lituana (1381-1384), accompagnò Vitoldo nei suoi incontri con l'Ordine teutonico; nel 1389 si recò nello Stato monastico per volere di Vitoldo; morì dopo il 1390.[4] Molte di queste conclusioni si basano sulle seguenti ricostruzioni effettuate dallo studioso polacco: innanzitutto, l'Ivan che affiancò Vitoldo non dovette essere Ivan Olshansky. In secondo luogo, che il figlio Jerzy non fosse Jerzy Narymuntowicz e che Konrad non fosse Tautvilas Kęstutaitis.[4]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (LT) Simas Sužiedėlis, "Vaidotas" in Encyclopedia Lituanica, VI, Boston, Massachusetts: Juozas Kapočius, 1970-1978, p. 21. LCC 74-114275.
  2. ^ (EN) Joseph B. Koncius, Vytautas the Great: Grand Duke of Lithuania, Franklin Press, 1964, p. 10.
  3. ^ (LT) Vytautas Spečiūnas, "Vaidotas" in Lietuvos valdovai (XIII-XVIII a.): enciklopedinis žinynas, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2004, ISBN 5-420-01535-8, p. 76.
  4. ^ a b c Vytas Jankauskas, "Il nobile Vaidotas figlio di Kęstutis", Kauno istorijos metraštis, 2013, 13: 7-15 ISSN 1822-2617.
  5. ^ (EN) S.C. Rowell, Lithuania Ascending, Cambridge University Press, 2014, ISBN 978-11-07-65876-9, p. XXXIII.
  6. ^ (EN) Robert I. Frost, The Oxford History of Poland-Lithuania: The making of the Polish-Lithuanian union, 1385-1569, Oxford University Press, 2015, ISBN 978-01-98-20869-3, p. 32.

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