La musica dance, nota anche come club music o electronic dance music (EDM), a differenza di altre tipologie di musica, quali, ad esempio, il jazz o il blues, che si identificano con caratteristiche specifiche e uniche, è un insieme di più generi musicali che si fondono tra loro, il cui filo conduttore è, tradizionalmente, l’uso di strumenti elettronici.

Per musica dance si intende la serie di brani che si susseguono senza interrompersi, in discoteca, grazie ai mix del dj; tuttavia, ciò non significa che la dance music non possa essere suonata, cantata e ballata dal vivo, durante concerti o festival.

La nascita della musica in questione si fa comunemente risalire tra la metà e la fine degli anni ’70, periodo in cui, negli Stati Uniti, non solo viene coniato il termine, ma si diffondono, altresì, le discoteche per come si intendono attualmente, nell’immaginario collettivo. Probabilmente, l’esplosione del genere si deve ai Trammps, la band di Philadelphia che, nel 1976, con Disco Inferno” ottiene un successo straordinario.

Nel corso degli anni, come spesso accade e come si vedrà, si assiste a un’evoluzione di ritmo, melodia e suoni; in particolare dall’iniziale stile funky con influenze soul, le basi elettroniche diventano sempre più invadenti, sino all’house music e alla techno.

Musica dance anni ’80

Se è vero che le discoteche si diffondono sul finire degli anni ’70, è pur vero che la figura del disc jockey, che utilizza i suoni dei sintetizzatori e crea i mashup tra dischi del passato e nuovi elementi vocali, risale ai primi anni ’80. Nello stesso periodo, la popolarità del genere dagli Stati Uniti raggiunge il Vecchio Continente, ove sia cantanti solisti, come l’iconica Donna Summer, che gruppi, quali i leggendari Village People, ottengono enorme successo, avvicinandosi, altresì, al pop.

Parlando di musica dance anni ’80 straniera, è impossibile non citare Madonna; la Regina del Pop, nonché icona di stile, moda e costume, esordisce proprio all’inizio del decennio, con la dance music che, dalla Grande Mela, in breve tempo, fa il giro del mondo. Nel 1984, grazie all’album “Like a Virgin”, vende milioni di copie e fa sognare i suoi innumerevoli fans; all’interno di quest’ultimo, tra le altre, degno di nota è il singolo “Material Girl”, caratterizzato, oltre che dal contenuto provocatorio, da un ritmo incalzante, un arrangiamento di sintetizzatori, nonché dalla presenza di una voce maschile robotica, in pieno stile dance, ma, anche, synth pop.

Per quanto concerne la musica dance nostrana, degna di nota è la cantante Ivana Spagna, che, tra le altre, con la canzone “Easy Lady”, datata 1986, ha fatto (e fa ancora) ballare diverse generazioni.

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Musica dance anni ’90

Al successo della dance music consegue, come è normale che sia, l’interessamento delle più importanti case discografiche e dei principali produttori del panorama musicale dell’epoca; tuttavia, occorre ricordare il risvolto della medaglia, vale a dire, a causa della diffusione della cultura rave, l’associazione tra quest’ultima e la divulgazione dell’uso di sostanze stupefacenti.

Ciò detto, gli anni ‘90 rappresentano, comunque, la consacrazione della dance music; è nel 1995 che si registra la prima cerimonia di premiazione specifica, ossia gli “Electronic Dance Music Awards”.

Fra i maggiori esponenti del genere del suddetto periodo, vi sono, senza dubbio: Scatman John con l’indimenticabile ritmo di “Scatman (Ski ba bop ba dop bop)” del 1994; i Daft Punk, gruppo francese specializzato in musica elettronica che, nel 1997, si impongono con “Around the World” e, in Italia, i leggendari Eiffel 65 con il tormentone, del 1999, “Blue (Da Ba Dee)”.

Ancora oggi la musica dance anni ’90 è presente nelle discoteche, ove vengono organizzate numerose serate a tema (famoso è il programma “nostalgia 90” della dj Lady Helen).

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Musica dance anni 2000

L’inizio del nuovo millennio rappresenta il cambiamento sotto diversi aspetti e, pertanto, anche in ambito musicale.

Già sul finire degli anni ’90 si assiste a una trasformazione, rispetto alla musica dance precedente, che vira verso ritmiche diverse, contaminate da generi che tornano alla ribalta, quali blues, R&B ma, anche, rock e rap.

Quanto agli artisti più influenti della musica dance anni 2000, una star che non necessita di presentazioni è la leggendaria Lady Gaga, che, da “Poker Face”(2008) a “Judas”(2011), passando per “Alejandro”(2009) e “Paparazzi”(2009), vanta una serie di successi indimenticabili.

In Italia, nel 2002, è pressoché impossibile non intonare il motivo o danzare sulle note di “Geordie”; brano del noto dj Gabry Ponte, che consiste nell’arrangiamento di una ballata britannica da parte del medesimo, con la traduzione del testo da parte del grande Fabrizio de Andrè.

Nel secondo decennio, la diffusione della musica pop, cosiddetta commerciale, non esclude la disco music che continua un percorso parallelo, grazie a dj di fama mondiale, come, ad esempio, Martin Garrix che, colleziona successi della musica dance, anche molto recenti, datati 2020, 2021 e 2022.